Pesci insoliti e grande cucina al Dadò (anche fino a tardi)

 

Chi conosce Pierluigi Consonni sa quale sia la sua maestria dietro le quinte. Ha tenuto in mano con sapienza la cucina del Vintage in piazza Solferino per quasi due decenni, portandolo fino alla stella Michelin e al faccino radioso della Guida critica e golosa, adesso si è messo in cabina di regia al Dadò. Il locale si trova in una via laterale dalle parti di Porta Susa, con vista sul grattacielo Intesa-San Paolo. Un’entrata un po’ nascosta (non c’è neanche l’insegna fuori), con salottino e cucina a vista all’ingresso. La sala è accattivante: tavoli distanziati, muri con mattoni scoperti, belle piantane e appliques che danno una illuminazioni calda, finestroni sul cortile, un camino che si apre su entrambi i fronti del muro che separa, senza dividerli, i due ambienti.
La carta si muove a tutto tondo su carne e pesce. Quest’ultimo non è poi banale: invece dei soliti branzino e orata si va alla ricerca di proposte insolite come pesce serra e morone (parente della ricciola, ma di fondale). Quest’ultimo si trova tra gli antipasti, un cubetto scottato alle erbe con salsa acidula allo yogurt e frutta secca, da provare dopo una gelatina di mojito come preantipasto. Se adorate la carne, invece, imperdibile il vitello tonnato proposto con salsa all’antica, ovvero senza maionese. Alla carta anche battuta al coltello di Fassona e olio all’acciuga, creme brulée di baccalà, parmigiana di melanzane alleggerita. Ai primi il consiglio è per i maltagliati al rosmarino, pomodorini, fiori di zucca e dadolata di gamberi. Ci sono poi ravioli di melanzane e scamorza affumicata con pomodoro fresco, gnocchi di patate viola con ragù di ricotta e alici fritte, riso integrale alla ligure con pecorino sardo. Avanti con un baccalà, taccole, pomodorini confit e crumble di olive da applausi, insieme con filetto di pesce serra su panzanella di farro, crema di cavolfiore e dadolata di pomodori e cipolla, tagliata di tonno alletterato e spinacetti saltati, tre tagli di maiale brasati, insalata cruda e cotta primaverile con salsa brusca e tomino di capra. Gran finale con semifreddo al pistacchio e crema inglese e una spuma di zabaione caldo e gelato alla vaniglia da mandare a memoria. La carta dei vini è piccola ma presenta proposte da tutta Italia, anche queste fuori dal giro dei “soliti noti”. E, alla sera, accolgono ospiti pure in ore tarde per Torino. Bene così.

Dadò
via Sant’Antonio da Padova 3
chiusura: sabato a pranzo e domenica
tel.
01119507972/3383026514